Memorie salvate
Un podcast dedicato a famiglie sterminate nel genocidio dei Tutsi (Rwanda, 1994)
Un genocidio è l’eliminazione di un intero popolo. Un obiettivo tutt’altro che semplice, che richiede una meticolosa e paziente preparazione. Il genocidio dei Tutsi, commesso in Rwanda nel 1994 è stato pianificato in modo eccezionale: i massacratori hanno fatto le cose con una cura maniacale.
Parte importante del loro elaborato piano prevedeva la rapida eliminazione di intere famiglie. Non famiglie qualunque, ma famiglie in vista, in cui i genitori erano imprenditori, insegnanti, personaggi noti e benvoluti nelle loro comunità.
Famiglie che, all’occhio dei massacratori,
erano ‘privilegiate’ e per questo andavano punite.
Si stima che le famiglie completamente cancellate siano 15.593, in un totale, secondo stime del governo del Rwanda, di 1.074.017 persone uccise, nel 93,7% dei casi Tutsi.
Honorine Mujyambere è la presidente di Ibuka Italia, associazione internazionale che si occupa della memoria del genocidio dei Tutsi. È una sopravvissuta che ha però visto morire molti suoi famigliari, tra cui l’intera famiglia di sua zia Jacqueline. Tredicenne all’epoca dei massacri, più di trent’anni dopo Honorine trova il modo di raccontare la storia della famiglia di sua zia.
Lo fa nel secondo episodio di Memorie salvate, con la voce di Margherita Giorgi. Il podcast racconta la storia di altre otto famiglie, che Honorine e altre persone sopravvissute mi hanno raccontato.
Sono storie che cercano di rendere onore alla memoria di queste famiglie, delle persone che le componevano. Ma tentano anche di spiegare il genocidio dei Tutsi: le sue dimensioni - enormi: in nessun massacro della storia si sono viste così tante uccisioni in così poco tempo - le sue origini, le sue dinamiche.
Stiamo di nuovo parlando di genocidio, da quasi due anni. Ho l’ardire di sostenere che se non avessimo trascurato così tanto la storia di quello di cui è stato vittima il popolo Tutsi, forse oggi faremmo meno dibattiti astratti e saremmo capaci di agire in modo più concreto.
Memorie salvate si può ascoltare su Spreaker, su Spotify e su Apple Podcast. La foto di copertina è di Alessandro Rocca.

